La dolcezza del Myanmar

Se chiudo gli occhi riesco ad immaginare di essere ancora li. E’ passato talmente poco tempo dal mio ritorno a casa … credo che solo il mio corpo sia rientrato veramente. Cuore e testa sono ancora in Myanmar.

E’ stato un viaggio speciale. E che questo Paese mi avrebbe conquistata, io già lo sapevo, lo sentivo ancor prima di partire.

Se chiudo gli occhi sento ancora il suono di tutti i “Ming-la-ba” che ci hanno accolto, ovunque, sempre. Perchè in questo Paese tutti ti salutano, sia che tu stia entrando in un hotel o in un ristorante, sia che tu stia vagando in mezzo alla strada o per qualche villaggio disperso tra i monti birmani.

Non ti conoscono, non parlano la tua lingua, spesso nemmeno l’inglese e a volte nemmeno il birmano (!), ma con gli occhi ti trasmettono più di mille parole. E’ la dolcezza di quegli sguardi che più volte in questo viaggio mi ha stretto un nodo in gola e alla fine conquistato il cuore.

Attimo dopo attimo, come varie scene di un film, è stato un susseguirsi ed un crescendo di emozioni, di conferme e di momenti in cui sono stata sul punto di piangere dalla commozione (e a dir la verità in un paio di occasioni la lacrimuccia è scesa davvero!).

Questo Paese mi ha fatto tanti regali.

Mi ha insegnato che si può essere felici con poco; mi ha donato la fiducia nelle persone anche senza conoscerle – perché lì la diffidenza non esiste -; mi ha accolto nelle sue case, senza intermediari né guide; mi ha aperto le porte di un tempio di Bagan per farmi assistere ad uno dei tramonti più belli della mia vita.

In Myanmar le cose sono estremamente semplici, la vita scorre lenta come gli zebù che trainano gli aratri nei campi,  ed è proprio così che abbiamo affrontato questo viaggio. Non abbiamo corso come al nostro solito, ma siamo riusciti a goderci ogni luogo per il giusto tempo.

E così chiudendo gli occhi vedo ancora il thanaka sulle guance delle donne, i denti rossi degli uomini che masticano betel e indossano il longy, le manine dei bimbi che salutato per strada e i pescatori che muovendosi con una sola gamba sembrano danzare sulle acque del lago Inlè.

Continuo a vedere pagode e stupa ovunque, i monaci con la loro ciotola tra le mani e le monache con l’inconfondibile tunica rosa; i tanti cani in mezzo alla strada, gli abbeveratoi pubblici e le auto con il volante a sinistra, ma la guida a destra!

Mi sembra di sentire ancora i clacson ad ogni sorpasso e il karaoke sugli autobus.

Il Myanmar è un paese speciale perchè mantiene ancora vive moltissime tradizioni e anche se l’Occidente cerca di insinuarsi con le proprie tecnologie e usanze, io spero che non vengano accolte, perchè finirebbe per perdere la sua identità.

Sono felice di esserci stata ora, prima che sia troppo tardi!

Non potrei immaginare una Birmania con i fast food e i centri commerciali, senza case in bamboo o con persone che indossano  jeans anzichè il longy.

Non potrei accettare di non trovare più la semplicità e l’estrema umanità della sua gente. Perchè è proprio quella Gente che rende così dolce questo Paese. E’ la loro timidezza che si mescola alla curiosità di scoprire popoli diversi da loro e l’abbiamo capito ogni volta che ci fermavano per strada per farci delle foto!

E’ la sensibilità e la delicatezza di un popolo che è inevitabilmente segnato da una Storia così crudele e che solo recentemente ha ottenuto finalmente la libertà.

Tra tutti i popoli dell’Asia, quello Birmano è certamente il più dolce e occuperà per sempre un posto nel mio cuore!

8 thoughts on “La dolcezza del Myanmar

  1. Chilly says:

    Meraviglioso, sto organizzando anche io un giro in Birmania per ottobre e leggere il tuo post mi sta convincendo che è la scelta giusta!
    Hai qualche dritta per l’itinerario ?

    • gina says:

      È sicuramente la scelta giusta!! Ti piacerà moltissimo.
      Nelle prossime settimane pubblicherò tutte le info utili e l’itinerario completo di tappe, prezzi e mezzi!
      Se hai qualche curiosità particolare scrivimi così risponderò nel post

      • Sharon says:

        Noi vorremmo fare il tour classico con yangon, bagan, mandalay, lago inle e golene rock. Ci piacerebbe fare qualche giorno di mare in qualche isoletta poco affollata, lo scorso anno siamo stati a Gili air inIndonesia. Hai qualche dritta da darci ? Attendo il tuo post

        • gina says:

          Ciao!
          È il giro che ho fatto io, anche se al mare ho preferito un trekking di 3 giorni tra i monti birmani!
          Non essendo stata al mare quindi non ho un’esperienza diretta, ma so che molti vanno nella zona di Ngapali beach.
          Altrimenti sono spettacolari le isole al confine con la Thailandia, ma più difficili da raggiungere.
          Prossimamente pubblicherò il mio itinerario completo;)

  2. Concordo pienamente, la gentilezza delle persone è la cosa che mi rimarrà più impressa del myanmar. Una delle cose che mi ha piu sorpreso è il rapporto che i birmani hanno con i templi. Sebbene il Myanmar sia il paese piu religioso del sud est asiatico, nei templi ci sono pochissime restrizioni. Si può fumare, mangiare, e si può addirittura schiacciare un pisolino durante le ore più calde. Insomma, si puo passare una giornata intera in un tempio, e questo secondo me spiega bene l’accoglienza del popolo birmano. Ps. L’hai provato il betel?

    • gina says:

      Hai davvero ragione!! I birmani nei templi ci passavano intere giornate. Come quando noi andiamo in un parco a fare un pic nic o ci ritroviamo in famiglia o con gli amici!!! Sono incredibili. Era la prima volta che assistevo a qualcosa del genere.

      Il betel l’ho provato…ma non mi è piaciuto per niente ahahah
      Tra l’altro dopo averlo masticato ogni volta che sentivo il suo odore mi veniva in mente quel sapore e non stavo molto bene!!!!

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