Il mio Guatelize!

Tra me e il Guatemala c’è stato fin da subito un buon feeling. Già quand’ero a casa e studiavo l’itinerario del viaggio sentivo dentro di me che questo Paese avrebbe fatto breccia nel mio cuore!

E così è stato, nonostante non fosse la destinazione scelta ad inizio anno nei miei TravelDreams. La meta per l’estate sarebbe dovuta essere Perù e Bolivia, ma il volo era troppo caro, così abbiamo scelto di cambiare. E devo dire che non me ne sono pentita.

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Questa è stata la mia prima volta in Centro America, il primo assaggio di America Latina. Certo, per una Asia – dipendente come me è scattato subito il confronto e ovviamente l’Asia è l’Asia, ma il Guatemala ha saputo ritagliarsi un angolo nel mio cuore!

Siamo partiti un po’ intimoriti, perché proprio pochi giorni prima dalla partenza, sul sito di Viaggiare Sicuri, era stato pubblicato un annuncio di allerta. A leggere quell’articolo sarebbe stato meglio non partire: rapine a mano armata, furti, violenze, attacchi agli autobus dei turisti e chi più ne ha più ne metta. E in più anche un bell’uragano che dall’Honduras si stava spostando verso il Belize! Olè!

Ma siamo partiti comunque … ed è andato tutto splendidamente bene! Non ho mai vissuto situazioni di pericolo, mai mi sono sentita sotto “attacco”, non sono stata scippata e abbiamo scampato persino l’uragano (quest’ultima è solo fortuna però!!). In realtà Guatemala e Belize sono paesi come tutti gli altri, quello che ti può succedere in Stazione Centrale a Milano alle 11 di sera, può succedere anche li! L’importante è viaggiare sempre con la testa sulle spalle, non andare in giro in modo appariscente e badare sempre alle cose di valore.

Arrivare in Guatemala non è stata una passeggiata, bensì un viaggio interminabile. Abbiamo preso ben 3 aerei e fatto scali brevissimi e di corsa. Durante il primo, quello a Newark abbiamo dovuto ritirare i bagagli, fare dogana e rimbarcare i bagagli … tutto in 1 ora e mezza!! E’ stata dura, molto dura … ma siamo arrivati a destinazione!

Il Guatemala, sin da subito, si è mostrato come un’esplosione di colori, esattamente come lo immaginavo! Antigua, la prima città visitata, è un quadro dipinto: casette basse e tinteggiate con colori pastello, le strade acciottolate, la magnifica vista dei vulcani e poi il primo assaggio di cultura maya con i loro abiti tradizionali.

In questo viaggio ho superato i miei limiti e le mie paure: ho scalato un vulcano raggiungendo i 4000 metri di altitudine (la fatica più grande della mia vita ma altrettanta è stata l’emozione di raggiungere la vetta) e ho fatto caving all’interno di una grotta piena d’acqua e completamente al buio, solo con una candela accesa!

Il Guatemala è un Paese da vivere e assaporare con tutti i sensi. E’ un insieme di cultura, architettura, avventura e natura.

Il Guatemala è il suono delle mani delle donne intente a preparare le tortillas a tutte le ore del giorno (per questo si chiamano “Tortilleria los 3 tiempos” … colazione, pranzo e cena!).

Il Guatemala è un insieme di colori: quelli vivaci dei vestiti maya e quelli pastello degli edifici; quelli della frutta e dei tessuti venduti per strada e nei mercati;  l’azzurro del cielo, che secondo me in Guatemala è più azzurro!! E il bianco delle nuvole, che qui si muovono velocissime.

 

In questo viaggio ho fatto una collezione mentale di scritte e disegni dipinti sui muri delle Tiendas, i negozietti sempre presenti.

Non scorderò mai gli Uomini guatemaltechi, con quel volto sempre un po’ imbronciato, il cappello e la borsa a tracolla con la scritta “Guatemala”. Ma soprattutto mi resteranno impresse le Donne di questo Paese: le mamme con il loro bimbo avvolto nella fascia sulla schiena; le lavoratrici, quelle con le “mani in pasta” per fare le tortillas, quelle più abili nell’arte del ricamo e quelle nei negozi che ti sussurravano “adelante!” appena accennavi ad entrare; le donne incontrate lungo la strada che trasportavano qualsiasi cosa in equilibrio sulla loro testa e quelle chinate a lavare i panni nell’acqua dei laghi.

La mia schiena, ancora un po’ acciaccata, non potrà facilmente scordare i lunghi spostamenti in autobus, fatti di dossi, curve, sali e scendi e strade sterrate … adesso mi è chiara la situazione strade in Guatemala … pessima!!!

Per fortuna, però, i viaggi non sono stati  tutti disastrosi: quando mai mi ricapiterà di essere trasportata sul retro di una camioneta e viaggiare in piedi!!?

E poi c’è il profumo del mais e il sapore delle tortillas appena cotte, così bollenti da tenere in mano ma talmente gustose che andavano mangiate subito, a costo di ustionarsi le dita! Sempre presenti, il lime, l’avocado e la papaya (mai mangiate di così saporite!).

Infine, lo Spagnolo. Ma quanto è bello il suono di questa lingua?!! Io non l’ho mai studiato, ma grazie a questo viaggio qualcosa l’ho imparata anche io:) E poi noi italiani siamo facilitati, molte parole sono simili … in qualche modo ci si capisce sempre!

Per concludere in gran bellezza il viaggio abbiamo trascorso l’ultima settimana in Belize. I primi 4 giorni a Caye Caulker, una piccola isola dove uomini rasta e musica reggae la fanno da padrona, si respira un’aria rilassata e allegra, non ci sono macchine né strade asfaltate ma solo sabbia e palme … e si fanno delle gran scorpacciate di aragosta … per 8€ vuoi lasciarla li?!!

Ma la vera “chicca” del viaggio è stata la crociera in catamarano: 3 giorni di solo mare, sole, musica (sempre e rigorosamente reggae), piedi scalzi e rum punch!!! Abbiamo dormito su due isole deserte, con la tenda, sotto un cielo stellato che sembrava dipinto, abbiamo mangiato il pesce pescato durante il giorno e fatto snorkeling.

Un’esperienza fantastica per concludere un Viaggio già meraviglioso, di cui non vedo l’ora di parlarvi in modo dettagliato!

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